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Tecniche di Pesca

“Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita” (Proverbio Cinese)

L’attività di pesca è un’attività antica ma negli anni le tecnologie e le tecniche si sono evolute e i sistemi di pesca sono diventati più sofisticati, adeguandosi alle abitudini e ai comportamenti delle varie specie presenti e disponibili a mare.
Le attrezzature da pesca sono cambiate nel tempo diventando sempre più adatte alla cattura delle diverse specie presenti nei mari Italiani. Negli ultimi tempi però vi è una sensibilità maggiore verso i problemi ambientali e, nello sviluppo di nuovi metodi di pesca, si tiene ben presente del loro impatto sulle risorse e sull’ambiente. Per questo motivo la regolamentazione della pesca è diventata più ferrea e specifica.
Ogni attrezzo da pesca ha una sua regolamentazione che ne fissa i limiti costruttivi, le caratteristiche di armamento, le zone e i tempi in cui può essere usato.

Qui di seguito è possibile conoscere alcuni Sistemi di Pesca:

1)    Il “sistema a circuizione” che ingloba tutte le reti a circuizione, sia a chiusura meccanica tipo cianciolo, sia senza chiusura, sia destinate alla cattura di piccoli pelagici, sia alla cattura dei tonni. Sono reti che operano con la lima dei sugheri sempre in superficie, quindi sono prevalentemente reti destinate alla cattura di specie pelagiche sia piccole che grandi.

2)    Il “sistemi di individuazione” dei banchi di pesce e “sistemi di attrazione e concentrazione“.
Tra gli strumenti di individuazione dei banchi di pesce è necessario ricordare lo scandaglio elettroacustico e il sonar (poco usato dai nostri pescatori e solo sulle barche più grandi) o addirittura il “sistema a vista” cioè l’individuazione dei banchi che si avvicinano alla superficie e diventano visibili (questo metodo è usato per la pesca del tonno).

3)   Il “sistema sciabica” è una rete da fondo che lavora sempre con la lima dei piombi sul fondo stesso. È normalmente praticata con piccoli natanti a volte anche removelici.

4)    Il “sistema a strascico” comprende tutte le reti a strascico sia a divergenti, sia a bocca

fissa, sia a coppia (quest’ultimo attrezzo è scomparso in Italia). Le reti a strascico sono quelle che permettono lo sbarco di molteplici specie di alto valore economico e in discreta quantità. Sono reti da traino che lavorano sempre a stretto contatto con il fondo e che, nel loro progressivo avanzamento, catturano gli organismi marini.

5)    Utilizzo della rete “rapido” che è in uso da appena qualche decennio. Trattasi di una rete a bocca fissa munita di una tavola che fa da depressore e da un barra dentata che obbliga il pesce a sollevarsi dal fondo. Le reti vengono trainate dai pescherecci a velocità sostenuta, da cui il nome rapido; più il traino è veloce più il depressore tiene aderente l’attrezzo al fondo.

6)    Utilizzo delle reti “volanti” che, a differenza di quelle a strascico che sono reti da traino che operano sul fondo, le reti, operano nella massa d’acqua. Caratteristica comune con le reti a strascico è che il loro utilizzo comporta un forte consumo di carburante. Per trainarle alla velocità di pesca è necessario un motore con una buona potenza e quindi un motore che consuma carburante in discrete quantità. In Italia le volanti sono trainate da due pescherecci che procedono appaiati e garantiscono l’apertura orizzontale della rete. Sono reti piramidali molto lunghe con maglie molto grandi nella prima parte e maglie molto piccole nel sacco e hanno generalmente come specie bersaglio i piccoli pelagici e quindi per questo motivo entrano spesso in conflitto con le lampare.

Gli attrezzi da “posta” ingloba gli attrezzi più tradizionali e probabilmente meno impattanti che siano oggi in uso.

I natanti con licenza attrezzi da posta possono usare tutte le reti da posta fisse, sia a imbrocco e a tramagli che incastellate, e tutti i tipi di trappole, sia fisse sia mobili.
Tecnica di pesca Menaica

C’è un’antichissima tecnica di pesca, un tempo diffusa su tutte le coste del Mediterraneo, che sopravvive in pochi luoghi, in Italia. Uno di questi è il Cilento, in particolare a Marina di Pisciotta, un piccolo borgo sulla costa, a metà strada tra Velia e Capo Palinuro.

Sopravvive grazie a un gruppo di pescatori- non più di sette, otto barche – che escono in mare la notte con barca e rete (entrambe si chiamano menaica o menaide, anticamente minaica).