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La Costa del Cilento

DSCN3027-450x300 Il Cilento è un territorio di 180.000 ettari straordinariamente ricco di biodiversità: la costa, le colline e i monti, il paesaggio che si modifica radicalmente da Agropoli a Sapri, la complessità del rapporto tra aree interne e fascia costiera rende assolutamente inderogabile la necessità di agire per salvaguardare e promuovere l’ambiente, inteso come agglomerato di natura e cultura che consente a un territorio di creare la sua conformazione. Su un territorio così vasto operano, come si conviene, diverse realtà: i Comuni, enti deputati al governo territoriali sono spesso suddivisi in frazioni che hanno pari storia tra loro e con il capoluogo; la Provincia di Salerno; la Regione Campania; l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; le Aree Marine Protette “Santa Maria di Castellabate” e “Costa degli Infreschi e della Masseta” e il GAL “I Sentieri del Buon Vivere”. È in questo panorama che, in una fascia di territorio – quella costiera – opera il Gruppo di Azione Costiero “Costa del Cilento”. Al GAC afferiscono i comuni di Agropoli, Ascea, Camerota, Casal Velino, Castellabate, Centola, Ispani, Montecorice, Pisciotta, Pollica, San Giovanni a Piro, San Mauro Cilento, Santa Marina, Sapri e Vibonati, per una superficie totale di 459,14 kmq. Su queste pagine proveremo a raccontarne la vitalità e la ricchezza.    

Vibonati

Il centro del paese, arroccato su una collina, è di origine medioevale ed ha un impianto molto caratteristico. La frazione Villammare si estende invece sul mare ed è a forte vocazione turistica. Villammare nasce come borgo marinaro, residenza estiva dei nobili e villaggio di pescatori ma oggi attira migliaia di turisti nella stagione calda. Vibonati sarebbe stata fondata da coloni romani e sarebbe da interpretarsi come la “Vibo ad Siccam” di cui parla Cicerone. Altri studiosi attribuiscono invece la fondazione ai Fenici in fuga da Tiro, visto che una parte del paese è denominata Tirone. Tra le architetture più importanti, vi è il Santuario di Sant’Antonio abate (XI secolo), edificato su una collina donata alla comunità dalla Principessa Carafa di San Severo.