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Acciaroli BuonPescato Cilentano

acciaroli BUONPESCATO CILENTANO

Acciaroli BuonPescato Cilentano

PROGRAMMA DELLA TAPPA DI ACCIAROLI

Martedì 25

 ore 19,30|  Laboratorio del Mare con la partecipazione del Sindaco di Pollica, Stefano Pisani; del Presidente Legambiente Campania, Michele Buonomo e del Presidente Slow Food Campania e Basilicata, Giuseppe Orefice.

ore 20,30 attività didattiche curate da Legambiente Campania e Slow Food Campania.

ore 21,30|  il Comune di Pollica ha proposto all’Arena del Mare  “Essere o Benessere? Non è un problema – Dialoghi su uomo, cibo e bellezza”:  la proiezione del film “Pastorale Cilentana” di Mario Martone con la presenza del regista in un dialogo con l’antropologo Marino Niola,  Ippolita di Majo, Giuseppe Cucco e il piccolo Mattia Oricchio.

Mercoledì 26

 ore 20,30|  Teatro del Gusto a cura di Slow Food Campania  protagonista il pescato locale preparato dallo chef Danilo Porro.

ore 21,3o |attività didattiche condotte da Legambiente Campania 

ore 21,30 | all’Arena del Mare  presentazione del libro “Homo dieteticus” di Marino Niola, con  interventi di  Giuliana Bruno, Ippolita di Majo e Pierluigi Petrillo.

TEATRO DEL GUSTO

GAMBERI IN SALSA DI ZUCCHINE E FICO DOTTATO
CON PANCETTA E ALICI

 chef Danilo Porro “Sulle onde della Collina” Montecorice

Ingredienti per 4 persone

  • 40 gamberetti freschissimi
  • 2,5 kg di zucchine verdi non molto grandi
  • olio EVO
  • sale
  • 2 spicchi di aglio

PREPARAZIONE

Sgusciare e privare della testa e della coda i gamberetti

Passarli velocemente in padella con un filo di olio caldo, max 2 minuti a fiamma vivace, salarli alla fine

Per la salsa di zucchine:

Togliere dalle zucchine la parte bianca interna e mettere da parte la buccia ridotta a tocchetti.

In una padella far dorare l’aglio in olio EVO e far cuocere a fuoco moderato la buccia delle zucchine, salare e continuare per una breve cottura.

Frullare il tutto fino ad ottenere una crema.

Stendere sul piatto un’adeguata quantità di crema e adagiare al di sopra i due gamberi, guarnire con due foglie di menta piperita.

ficodottato

Vino in abbinamento

Kratos

Fiano IGT Paestum

Cantine Luigi Maffini – Castellabate

Curiosità

Molte sono le ricette cilentane che hanno come ingrediente principe il fico dottato, una varietà di fico domestico bifère di origine italiana. Molto coltivata nell’Italia meridionale, la sua frutta è particolarmente apprezzata secca. Riguardo all’origine del nome sono state formulate molte proposte (lat. Optatus, lat. Ficus cottana, it. ad otta ‘al momento giusto’, it. dote), ma gli etimologi sembrano più inclini a ritenere il nome della pianta legato al toponimo Ottati, comune dell’attuale provincia di Salerno.

FICO DOTTATO DEL CILENTO CON CACIORICOTTA, PANCETTA
E ALICI DI MENAICA

 

chef Danilo Porro “Sulle onde della Collina” Montecorice

Ingredienti per 4 persone

  • Fichi freschi Dottato del Cilento
  • Cacioricotta di Capra del Cilento
  • Pancetta di maiale nero in fette sottilissime
  • Alici di Menaica
  • Melassa di fichi

PREPARAZIONE

Privare i fichi della buccia con grande delicatezza in modo da non romperli, farire ogni frutto con una piccolo pezzo di cacioricotta e, quindi, avvolgere il tutto con una fettina di pancetta.

Disporre i fichi in una teglia da forno e farli cuocere per max 7′ a 180°

Nel frattempo lavare accuratamente le acciughe per ben allontanare il sale e deliscarle avendo cura di non rompere il pesce.

All’uscita dal forno adagiare su ogni frutto una metà di acciuga e, una volta messo il frutto nel piatto, guarnirlo con qualche goccia di melassa di fico.

acciaroli1

Vino in abbinamento

Kratos

Fiano IGT Paestum

Cantine Luigi Maffini – Castellabate

Curiosità

Molte sono le ricette cilentane che hanno come ingrediente principe il fico dottato, una varietà di fico domestico bifère di origine italiana. Molto coltivata nell’Italia meridionale, la sua frutta è particolarmente apprezzata secca. Riguardo all’origine del nome sono state formulate molte proposte (lat. Optatus, lat. Ficus cottana, it. ad otta ‘al momento giusto’, it. dote), ma gli etimologi sembrano più inclini a ritenere il nome della pianta legato al toponimo Ottati, comune dell’attuale provincia di Salerno.

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